Altre opere

Nike di Samotracia: omaggio all'Ellenismo Sono sempre stato innamorato e profondamente colpito da questa gigantesca statua dalla dirompente carica vitale, scolpita nel pregiato marmo di Paro, che a mio avviso costituisce uno dei massimi capolavori dell'età ellenistica. Elegante figura che sembra atterrare o spiccare il volo dalla prua di una nave: la figura, eretta, si sviluppa magnificamente lungo l'asse perpendicolare della gamba destra, sulla quale appoggia tutto il corpo, mentre la gamba sinistra è arretrata come a cercare stabilità o per darsi lo slancio necessario. Il petto è spinto in avanti e leggermente ruotato a destra rispetto l'asse centrale, come se stesse per volgere il proprio busto, mentre la parte inferiore del corpo sembra accennare una rotazione verso il lato opposto: questa lieve torsione crea una elegante linea sinuosa che percorre tutto il corpo della dea, ispirando un forte senso di dinamismo. Colpisce e affascina l'equilibrio instabile, determinato dal contrapporsi di due forze contrarie: la spinta in avanti del corpo e l'attrito dell'aria sulle ali. Un vento impetuoso pare infatti investire la figura protesa in avanti, muovendo il panneggio che aderisce strettamente al corpo, creando un gioco chiaroscurale di pieghette dall'altissimo valore virtuosistico, in grado di valorizzare il risalto dello slancio. Dinamismo ed abilità di esecuzione si uniscono quindi in un'opera che concilia spunti dai migliori artisti dei decenni precedenti: il vibrante panneggio fidiaco, gli effetti di trasparenza e leggerezza prassitelici che fanno intravedere le forme sottostanti del bellissimo corpo e la tridimensionalità lisippea. La statua è talmente bella nella sua coerenza, che quasi non disturba la perdita di due parti anatomiche così importanti come la testa e le braccia.

GIUSEPPE FRASCAROLI

Frascaroli ha l'accortezza di rendere le sue immagini, dipinte ad olio, piacevoli, elaborate con un felice contrasto chiaroscurale, come avviene nel ritrarre la testa del "David" di Michelangelo, in cui la scultura pare accendersi di bagliori tra lo spazio ardente e faustiano e la bianca effigie del giovane. Evidente l'accortezza di giostrare sui piani di luce per rendere la sintesi dell'opera con una lirica accentuazione dei volumi.

ANTONINO DE BONO

 

Altre opere