Nature silenti

User Rating: / 640
PoorBest 

Nature silenti

Affascinante e non priva di inquietudine e di mistero, la natura morta non è affatto un semplice oggetto “silenzioso”, ma una presenza coinvolgente che entra in dialogo con il tempo presente. Per questo, più di ogni altro genere pittorico, mantiene a secoli di distanza la sua bruciante attualità. Operando una trasfigurazione della semplice realtà quotidiana, questo genere pittorico permette di far diventare fuoco di visione e di pensiero ciò accanto a cui si passa senza che l’occhio si fermi a contemplare; pertanto ha il potere di restituire alle cose il loro segreto, invitando l’occhio di chi guarda a scoprire il senso profondo dell’essere e dell’esistere. La Natura Morta insomma, ha il potere di proclamare, con voce di silenzio discreto, il mistero delle cose, strappandole al loro essere meri oggetti destinati al consumo e all’uso. Proust confessò che, grazie a Chardin, grande Maestro francese del Settecento, aveva scoperto la “tenerezza di una tovaglia sulla tavola”. Questa affermazione di Proust esprime in modo sintetico ma eccellente, come la Natura Morta possa destare la nostra anima, rivelando l’anima della natura. Questo genere pittorico diventa così interpretazione poetica della “vita intima e silenziosa” delle cose, rivelazione di una trama di sentimenti, di seduzioni, di delicati piaceri, campo aperto alla simbologia, assumendo per questo una straordinaria duplicità: da un lato festa per la vista, dall’altro un motivo per pensare. Cose povere e umili, oggetti inanimati, si offrono a noi, e noi siamo interrogati sulla nostra capacità di vedere e di sentire.

GIUSEPPE FRASCAROLI.

Nature silenti